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Sentiment 12/2018

Lo scenario sui mercati si è ulteriormente complicato non solo per le grosse perdite registrate su quasi tutti gli asset , ad eccezione dell’oro e dei bonds governativi USA, ma per i segnali contrastanti che giungono da diversi indicatori e dai recenti dati macroeconomici.

Iniziamo dall’indice bmk SP500 con scansione mensile (All.1).

Il target ribassista , che avevamo indicato nel forte supporto dinamico di 2490 punti separatore tra il trend rialzista e quello ribassista, è stato pienamente rispettato. Da lì è partita una reazione up con i mercati europei chiusi per le festività.  Purtroppo la discesa sotto livelli chiave ha originato ordini di vendita (leggi stop loss) salvo poi assistere al rimbalzo dell’indice. Anche se frustrante aver assistito al veloce capovolgimento di fronte non possiamo esimerci dal mantenere il rigido controllo del rischio in una fase estremamente delicata dei mercati, come vedremo di seguito.

L’ indicatore “Sentiment index”  (All.2)   che il mese scorso notavamo ancora lontano da valori più adeguati per un rientro sulle azioni ha raggiunto , proprio in concomitanza con il forte sell off di dicembre, livelli appetibili per un risk off.   Dobbiamo però constatare che la coincidenza di un minimo importante dell’ SP500 con il raggiungimento, simultaneo  e veloce, di un livello minimo dell’indicatore non depone a favore della bontà del rimbalzo. Di norma  minimi importanti dell’indice non hanno trovato corrispondenza immediata  con minimi dell’indicatore (vedi minimi 2015-2016 e 2018). Ciò ci fa supporre che la ripresa dell’up trend non sia del tutto genuina o , diciamo, “guidata” .

Terminiamo con i nostri indicatori proprietari  M.Q Index (All.3) e Indice partecipazione borse mondiali (All.4).

Come noto il MQ Idx il mese scorso ha fornito il  primo segnale di allerta con la discesa dell’indicatore sotto le sue due medie mobili . Attendevamo, quindi,   la chiusura di dicembre per verificare il concretizzarsi della seconda e decisiva condizione con la perforazione della media mobile più lenta da parte della mm più veloce. Questa condizione non si è realizzata lasciando incerto lo scenario .

L’incertezza  viene confermata anche dall’altro “Indicatore di partecipazione borse” che,  seppure viaggi al di sotto della sua media mobile più veloce, è  ancora posizionato in un trend rialzista di lungo periodo ma a ridosso del forte supporto dinamico.

Quali conclusioni possiamo trarre da quanto esposto,  alla luce anche dei dati macroeconomici in contrazione sulle principali economie, America compresa?

Il rimbalzo partito ad inizio anno riteniamo possa ancora continuare , anche in virtù del livello raggiunto dal Sentiment Idx  e come naturale reazione del forte ipervenduto, ma non crediamo possa generare un nuovo trend rialzista. 

La nostra visione è ora molto prudente suggerendo lo sfruttamento del rimbalzo per alleggerire gradualmente le posizioni azionarie e,  qualora si voglia restare investiti in parte sull’azionario, preferire i titoli value.

In considerazione di quanto esposto manteniamo  la nostra visione sul mercato USA  in  “Neutral” e confermiamo  l’ “Underweight”  su tutti gli altri mercati mentre continuiamo a favorire l’investimento sul Gold e sui  TBond.

Giorgio Giovannoni

 

09/01/2019

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