Accedi

Area Riservata

Nome utente *
Password *
Ricordami

Recupero password | Recupero nome utente

Sentiment 11/2018

Gli indici azionari globali hanno proseguito la loro discesa per tutto il mese di novembre entrando  in alcuni casi, DAX per esempio, in un contesto di  “Bear market” avendo  registrato perdite superiori al 20% dai massimi.

La negatività  accentuata con il crollo delle quotazioni del brent ,  per le mai sopite  tensioni tra USA e Cina in materia di dazi  e  i dati economici  dell’area Euro in contrazione ha  provocato una reazione violenta sui vari asset  privilegiando gli investimenti free risk.

Facciamo ora il punto della situazione avvalendoci di alcuni dei nostri indicatori guida per poi definire una strategia operativa.

 

  • L’ indicatore “Sentiment” (All.1),  che misura la propensione, o meno,  al rischio sull’SP500, è in forte ridimensionamento ma ancora lontano da valori estremi che favorirebbero un’ entrata a basso rischio sull’azionario;

 

  • L’indicatore “MQ Index” (All.2) ha sempre individuato le svolte cicliche del mercato . La nostra attenzione, come si ricorderà, si è incentrata sull’evoluzione di questo indice già  da qualche mese. Nel report di ottobre, infatti, scrivevamo di come la chiusura del mese successivo sarebbe stata rivelatrice sul futuro del mercato azionario. Ebbene, come è evidente, è scattato il primo dei due segnali che determinano il cambio nel trend del ciclo: l’indicatore (linea blu) ha forato al ribasso le sue due medie mobili . Resta ora da verificare il successivo incrocio  al ribasso tra le due medie mobili.  E questo lo verificheremo con la chiusura di dicembre;

 

  •  L’indicatore “Yield curve -Recessione USA” (All.3) che proponiamo questa volta prende in considerazione  un arco temporale molto più ampio. Questo aiuta a comprendere,  se e quando, potrebbe  arrivare una possibile recessione negli USA.  Il differenziale tra i tassi continua a contrarsi ed ha abbattuto la soglia chiave di 1. Storicamente tra il segnale di inversione della curva e l’inizio di una recessione trascorrono mediamente 1,7 anni, con una punta estrema dopo 3 anni.  Pertanto una eventuale recessione potrebbe manifestarsi già a partire da gennaio 2019, o al massimo entro giugno 2020.

 

Rimangono tuttavia ancora valide le indicazioni operative sul principale indice azionario sul quale individuiamo un ancora di salvataggio posta a 2490 punti, la cui tenuta rappresenterebbe  un bel segnale di fiducia per il comparto azionario.

In considerazione di quanto esposto spostiamo la nostra visione sul mercato USA da “Overweight” a “Neutral”  mentre riconfermiamo  l’ “Underweight”  su tutti gli altri mercati.

 

Giorgio Giovannoni

 

11/12/2018

SPRINGLET FINANCE & CONSULTING SA ©2017 All Right Reserved