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Sentiment 03/2018

Complici la guerra sui dazi e le tensioni internazionali, il mercato azionario ha registrato un nuovo scivolone alimentando dubbi sulla sostenibilità ancora del trend rialzista.

Certamente l’analisi  congiunta dei diversi assets  insinua qualche preoccupazione che proviamo a verificare utilizzando la nostra consueta metodologia.

Partiamo dal consueto grafico del benchmark azionario SP500 - allegato 1 con scansione mensile.

Il ritracciamento dell’indice , seppure profondo, non è riuscito ad intaccare il trend che resta sostanzialmente in tendenza up testando un  supporto dinamico “secondario” .  Il vero test sarà la tenuta dei 2400 punti , per ora distante, corrispondenti al supporto del  canale rialzista principale.  

La correzione non è stata sufficiente però a raffreddare l’euforia sui mercati che , seppure ridimensionata, resta lontana dalla zona di possibili nuovi interventi in acquisto, come dall’indicatore SENTIMENT - allegato 2,  quindi potenzialmente esposti a nuovi aumenti di volatilità.

Fin qui l’analisi puramente tecnica non registra allarmi significativi;  ma è dalla lettura di altri indicatori macro e inter market,  che giungono segnali da non sottovalutare per le implicazioni negative che porterebbero qualora confermati.

Primo tra tutti il TED SPREAD - allegato 3.

La sua funzione è quella di misurare la tensione sulla liquidità dei mercati attraverso il rapporto tra  tassi a breve e il LIBOR.  Storicamente  l’indice si è mosso intorno al valore medio di 0,46. Tutte le letture superiori,  intese come diminuzione della liquidità sui mercati, portano a tensione sui mercati azionari come è facilmente visibile dal grafico allegato. La trigger line è posta a 0,60 e fino a questo valore il mercato ha un  andamento normale. Il superamento di tale valore indice ha sempre portato con se  conseguenze molto negative, come accaduto negli anni  2000-2001 e 2007-2008.

Esaminiamo ora l’ indicatore PROBABILITA’ RECESSIONE – allegato 4. Come noto il differenziale tra i tassi a lungo termine e quelli a medio termine costruisce la Yield Curve e  fornisce puntuali indicazioni sullo stato delle economie. Quella rappresentata nel grafico è l’attuale situazione dei tassi USA in cui la soglia critica dello spread 1 è stata abbattuta . Giusto per sottolineare l’importanza di questo valore, ogniqualvolta è sceso sotto 1 si è manifestata la recessione a distanza di mesi o massimo 2 anni.  

Concludiamo con il nostro faro sui mercati M.Q. IDX – allegato 5. Abbiamo più volte postato il grafico sottolineando il suo ruolo di “riconoscimento” dei punti di svolta dei mercati azionari. Sono  evidenti  anche in questo caso i primi segnali di allerta, ancorché non si siano realizzate tutte le condizioni che individuano il cambio di trend.

L’analisi complessiva dei dati  evidenzia un mercato in fase distributiva in cui potremmo assistere ad un prolungato movimento laterale/ribassista  che ci condurrà alla successiva  fase di recessione. Anche i dati macro usciti di recente , incorporati tra l’altro nel nostro MQ Idx, segnalano  rallentamenti  nell’economia USA .

Senza comunque precorrere i tempi riteniamo il mercato azionario ancora interessante, almeno sui titoli anticiclici, mentre attenderemo una conferma di svolta del ciclo dal nostro MQ Idx per dichiarare conclusa la fase positiva dei mercati.

Ad ogni buon conto suggeriamo il posizionamento graduale sui bond governativi USA,  sia a 10 che a 30 year, che offrono un ottimo rendimento e un alto grado di rating.

Giorgio Giovannoni

12/4/2018

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