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Sentiment 02/2018

Il mese scorso,  in questa rubrica, abbiamo fornito i parametri per individuare i primi segnali di alert nel trend del mercato azionario, dopo la correzione di inizio febbraio.

La fase correttiva  dell’indice SP500, che consideriamo sempre il benchmark di tutti i listini azionari, si è interrotta sul primo livello di supporto a 2567. Su questo livello, con un mercato molto tecnico in questa fase , si è innescata una pronta reazione riportando l’indice a recuperare il 50% della discesa.

Abbiamo pertanto assistito ad uno spike ribassista che ha “ripulito” il mercato dagli investitori dell’ultima ora.

Un’ ulteriore conferma ci viene fornita dal nostro indicatore di “Sentiment” che  ha raggiunto una fase di neutralità  dopo aver segnato dei massimi assoluti di confidenza;  tipica reazione dovuta agli eccessi degli ultimi mesi.

Il dubbio a questo punto è capire se dobbiamo attenderci nuovi rialzi o l’inizio di una nuova fase correttiva.

Proviamo a rispondere con l’ausilio dei nostri indicatori.

La prima condizione che dovrà realizzarsi è la tenuta del livello di 2360 pts di SP500 , spartiacque tra proseguimento della fase rialzista ed inizio di quella ribassista. Abbiamo già detto della fase di neutralità dell’indicatore di Sentiment che garantisce, almeno in parte, della pulizia dei compratori dell’ultima ora.

Dagli altri due nostri indicatori – Partecipazione borse mondiali e Macro USA – non si individuano segnali di inversione  con il Macro USA  che si riprende dalla fase di debolezza registrata a gennaio.

Vediamo ora quali potrebbero essere gli elementi di disturbo: la guerra dei dazi e lo yield del Tbond 10yr.

La prima è appena agli inizi e quindi è prematuro parlarne ma di norma gli effetti sui mercati sono negativi . Per lo yield ci siamo avvicinati alla soglia di allerta che abbiamo indicato al 3% senza peraltro superarla. E’ evidente l’importanza che riveste tale elemento in quanto misura sia le attese sull’inflazione , sia la funzione che riveste  come  rifugio in caso di tensione sui mercati.

Giorgio Giovannoni

 

13/3/2018

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