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Sentiment 12/2017

Siamo ormai giunti all’ottavo anno del bull market sull’SP500.

In questi anni abbiamo assistito solo a tre episodi di correzioni significative:  periodo agosto-settembre 2011 , marzo 2015 e gennaio 2016.

I mercati europei , come consuetudine,  hanno seguito in scia gli indici USA.

Conosciamo la causa scatenante di questo rialzo che tra l’altro  ha investito in misura maggiore il mercato dei bonds. Parliamo dei diversi  “quantitative  easing “  che hanno inondato i mercati di liquidità generando valutazioni, al limite di bolla, in particolare sulle obbligazioni corporate ad alto rischio ; anche il fenomeno delle criptovalute potrebbe rientrare negli effetti di questa liquidità riversata dalle banche centrali.

Non abbiamo mai nascosto le nostre perplessità su questo trend rialzista che non conosce interruzioni dal 2016, maggiormente per i rendimenti  infimi dei bonds per cui abbiamo ritenuto prudente azzerare la componente obbligazionaria ei nostri investimenti.

Come al solito quando i mercati non risultano in linea con i fondamentali delle economie fioccano i vari alert degli analisti. Noi siamo più pragmatici per cui , pur consapevoli di una situazione inusuale, approcciamo la questione facendoci aiutare dall'analisi tecnica e da un indicatore proprietario che abbiamo più volte pubblicato in questa rubrica.

Passiamo quindi ad analizzare la situazione tecnica dell’SP500 (vedi allegato).  L’indice,  con un trend esponenziale,   ha rotto a dicembre 2016 il canale rialzista decennale gettando le basi per la formazione di un altro canale parallelo, meno ampio. Anche questo,  a novembre 2017, è stato superato con una chiusura a 2583 punti. Da qui si sono gettate le basi per un nuovo canale rialzista, molto più ampio , che ha come target finale 3200 pts circa.  Tuttavia non  è pensabile che il target di 3200 possa essere raggiunto senza interruzioni o ritracciamenti. Individuiamo pertanto i livelli di alert,  che non devono essere abbattuti per non mettere in discussione il trend primario e che si pongono in successione a 2567 e 2360. Qualsiasi flessione all'interno di questi valori va interpretata come fisiologica correzione.

Analizziamo ora il nostro indicatore proprietario MQ Index (vedi allegato) che, ricordiamo,  fornisce i punti di svolta del ciclo seppure, a volte,  con ritardo a causa dei dati che lo alimentano mensilmente.  Quali sono  i parametri che individuano la svolta del ciclo?  In un ciclo rialzista i segnali di alert sono in ordine cronologico: la media mobile a 12 periodi buca al ribasso quella a 21 e quindi l’indicatore MQ Index scende stabilmente sotto entrambi  le medie mobili.

Il grafico elaborato a fine dicembre mostra che siamo ancora lontani da questi punti di alert, per cui viene confermato il ciclo rialzista.

Chiudiamo con due  note:  

- a marzo si aprirà la consueta stagione degli utili delle corporate americane e sarà importante verificare la sostenibilità degli utili, su cui attualmente il mercato scommette;

 

- riguardo alle obbligazioni vogliamo evidenziare come i Treasury stiano offrendo rendimenti interessanti, rapportati al rischio paese. Consigliamo di prestare attenzione al Tbond 10yr se dovesse raggiungere un rendimento al 3%.

10/1/2018

Giorgio Giovannoni

Allegati:
Scarica questo file (MQ Index.pdf)MQ Index.pdf[ ]116 kB
Scarica questo file (SP500 Monthly.png)SP500 Monthly.png[ ]159 kB

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