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Sentiment 7/2017

Le considerazioni  su un eccesso di ottimismo presente sui mercati e sui vari assets ,  già da  tempo argomentate  in questa rubrica , trovano ulteriori conferme in questo mese con  alcuni dati in  peggioramento.

Dalle riunioni delle banche centrali sono emersi  dati comuni : l’economia non cresce come da aspettative e l’obiettivo di crescita dell’inflazione è  fallito.

 In sintesi le banche centrali  devono affrontare  questioni  fondamentali quali:  quando attivare il tapering e  quando aumentare i tassi.

 Nell’ ultima riunione  la FED ha spostato ad altra data il previsto aumento dei tassi  dichiarando che l’economia cresce ma ha necessità  di ulteriori conferme. In Europa le condizioni non sono certo migliori e il forte apprezzamento dell’euro,  qualora continuasse, influirà negativamente.

La liquidità immessa dalle banche si è riversata su tutti gli assets creando la bolla delle quotazioni che è sotto i nostri occhi.

Alcuni dati  devono far riflettere: 

      ·         oggi è stato reso noto che la Banca Centrale Svizzera , anche se con finalità diverse, investe massicciamente sul mercato USA;

·         a giugno – come riportato nella nostra lettera -  erano 76 le azioni dell ’SP500 che segnavano nuovi massimi ( oggi sono solo 22);

·         le quotazioni degli indici hanno raggiunto livelli importanti e ridotto lo spazio di crescita aumentando il rischio di portafoglio;

·         le prime avvisaglie di ritracciamento le  abbiamo viste sui principali indici europei ad eccezione del nostro indice, graziato finalmente dalla presenza cospicua delle banche. Anche il bmk SP500 con pochissimi volumi ha segnato nuovi  massimi,  ma con l’effetto cambio è negativo per gli investitori europei;

·          i rendimenti delle obbligazioni corporate  NR a due anni , detti  junk bond,  rendono lo 0,91 contro l’1,35 del TBond pari duration. Analoga situazione nell’area euro.

 Cosa accadrà quando le banche centrali decideranno di ridurre il flusso di liquidità verso i mercati ?

 Vedendo l’andamento dei mercati e degli assets  crediamo che per ora tale preoccupazione è lontana dalla mente degli investitori.

 

 10/8/2017

  

 

Giorgio Giovannoni

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